Lo spazio libero, questo sconosciuto.
Questo è uno dei problemi che si incontrano più spesso nel mondo della comunicazione visiva.
C’è fin troppo spesso la tendenza a voler accatastare millemila informazioni in uno spazio risicato perché “devo dire tutto quello che offro subito”.
Comunicazione visiva efficace: perché meno è davvero meglio
Purtroppo però non è così che funziona, più informazioni ci sono e meno siamo capaci a coglierle, il risultato inevitabile è che l’occhio delle persone scivolerà oltre.
È come quando parliamo di qualcosa di nuovo con una persona: ci vanno poche frasi, dette con le parole giuste, nel modo più chiaro possibile e comprensibile.
Se poi la persona ha capito che è interessata, sarà lei stessa a farci le domande per capire meglio.
Se la sotterriamo di informazioni, dicendo tutto subito, è altamente probabile che annuirà e sorridendo gentilmente si ricorderà che ha lasciato la pasta sul fuoco, abbandonandoci a noi stessi e dileguandosi come una saponetta tra le mani bagnate.
Locandine sovraffollate e occhi in fuga
Lo stesso succede con la comunicazione visiva.
Se io riempio la mia locandina, il mio volantino, le mie slide di informazioni, di frasi, di immagini, l’occhio del mio utente si darà anch’esso all’effetto saponetta, scivolando via
Gli spazi vuoti, che Dio li benedica, sistemati nel modo giusto, invogliano l’occhio a posarsi dove è importante, valorizzano i pochi elementi che sono stati inseriti, rendono chiaro l’oggetto della mia composizione visiva.
Aggiungerei che gli spazi vuoti donano anche molta eleganza alla composizione, oltre a trasmettere una sensazione di respiro e leggerezza a chi guarda.
Un visual efficace può essere dato anche solo da un unico elemento forte ed emozionante, che verrà ricordato molto molto di più di un muro chilometrico di testo.
Un solo elemento forte batte mille parole
Chi non ricorda le locandine della Benetton realizzate da Armando Testa, in cui manco si vedevano i vestiti?
A meno che non si stia promuovendo qualcosa di particolare che richiede una festa di forme, scritte e colori, cosa che viene comunque fatta in modo studiato e voluto, la chiarezza di informazione si ottiene con il giusto bilanciamento tra spazi ed elementi.
Il voler ficcare a forza mille elementi in un unico shot, può denotare e trasmettere una forte insicurezza in ciò che si fa. Trasmette un sommergere e invadere l’osservatore, diventa logorrea visiva.
Spazio negativo: il miglior amico del graphic designer
È come quando incontri quella persona che inizia a parlarti delle sue cose senza nemmeno respirare e non ti molla più. L’effetto è lo stesso, quando finalmente riesci a salutarla, ti gira la testa, ti ricordi forse un decimo di quello che ti ha detto e ti senti prosciugato.
In grafica viene anche chiamato “spazio negativo” ed è un alleato prezioso nella valorizzazione delle forme inserite, non ché del testo correttamente bilanciato che diventa più piacevole da leggere.
Lo spazio negativo determina anche il valore dell’informazione inserita, immagine o testo che sia.
Un elemento inserito al centro, o in alto, non ha lo stesso peso e lo stesso valore di un elemento inserito in basso a sinistra.
Questo significa che lo spazio negativo È COMUNICAZIONE, non è un qualcosa di inutile che va riempito ad ogni costo.
Gli elementi che inserisco in una pagina, cartacea o web che sia, assumono o perdono importanza e cambiano il loro significato a seconda di come e dove interagiscono proprio rispetto allo spazio libero.
Il layout è una conversazione, non un monologo
Lo spazio è quindi un elemento attivo all’interno di una composizione visiva, ha la stessa importanza delle informazioni che voglio inserire.
È un elemento fondamentale per far sì che il messaggio veicolato diventi comprensibile ed efficace.
È il mezzo attraverso il quale si può creare un punto focale nel lavoro, ovvero determina dove si poserà l’occhio dell’osservatore, non è facendo a gara per mettere gli elementi più grandi e incastrati possibile perché, al contrario di come molti pensano, così non si vedranno più.
Quindi, se vuoi che le tue informazioni vengano davvero recepite, ci va una gerarchia tra le informazioni stesse e gli spazi.
Mettere tutte le frasi grandi uguali, magari con colori ed effetti diversi, non renderà il tuo messaggio più visibile, anzi, otterrai l’effetto opposto.
Non maltrattare lo spazio bianco cercando di riempirlo come una valigia al ritorno da un viaggio (ammettilo che, quando ci si prepara per il ritorno, le cose si ficcano dentro sempre più a casaccio rispetto all’andata), lascialo respirare, restituiscigli la sua dignità.
In conclusione: viva lo spazio bianco, oggi e sempre
Lo spazio bianco è ciò che valorizza e rende impattanti il tuo logo (fammi il logo più grande… no), la tua grafica, i tuoi testi, le tue informazioni.
Elementi distribuiti con la giusta gerarchia e circondati dal giusto respiro, sono ciò che renderà la tua composizione visiva armonica e vincente.
Logo, brand & graphic designer