Se pensi a un e-commerce ti viene in mente un negozio online, giusto? Ma l’e-commerce è molto più di questo: è una forma di presenza digitale strategica, un dialogo possibile con chi cerca soluzioni, prodotti e servizi. Non si limita a un mero elenco di oggetti inanimati, ma racconta la storia dei tuoi valori e ideali dietro ogni prodotto o servizio.
Cos’è un e-commerce
Tecnicamente, un e-commerce è un sistema che permette di vendere prodotti o servizi online.
Ma questa definizione è un po’ come dire che una casa è “un insieme di muri”: vero, ma riduttivo.
Un e-commerce è in realtà:
- un luogo di relazione tra brand e persone;
- uno spazio narrativo, dove il prodotto viene raccontato prima ancora che venduto;
- un sistema di fiducia, che deve sostituire l’esperienza fisica con segnali digitali (chiarezza, semplicità, trasparenza).
Quando una persona entra in un e-commerce non sta solo cercando un oggetto: sta cercando sicurezza, conferme, un perché.
Per questo un e-commerce non funziona quando è solo “bello”, ma quando è comprendibile, coerente e allineato al valore reale di ciò che vende.
Come sono nati gli e-commerce (e perché non sono una moda)
Gli e-commerce non nascono con i social né con Shopify.
Negli anni ’90 internet inizia a trasformarsi da spazio informativo a spazio transazionale.
I primi e-commerce erano cataloghi statici, lenti, spesso poco intuitivi. Inserire i dati della carta di credito sembrava un atto di fede (in certi casi lo è ancora oggi..).
Con il tempo arrivano:
- sistemi di pagamento sicuri e che tutelano entrambe le parti;
- logistica efficiente che permette una maggior efficienza e facilità di gestione prodotti;
- recensioni che creano maggior fiducia e autorevolezza nel mercato;
- customer care che rende il tuo negozio online più affidabile e attento alle esigenze dei tuoi visitatori;
- interfacce migliori che non ti fanno venire la nausea.
L’e-commerce smette di imitare il negozio fisico e diventa un canale con regole proprie capace di allargare i confini della vendita e di aumentare in meno tempo il ritorno economico. Rende il processo molto più scalabile, soprattutto per i piccoli/medi imprenditori (o per coloro che hanno bisogno di testare un’idea o servizio).
Oltre all’idea e alla strategia, ha bisogno anche di una struttura tecnica solida. Se ti stai chiedendo quale CMS scegliere per costruirlo, ho creato un vera e propria guida pratica distinguendo le diverse caratteristiche (per differenti utilizzi) dei CMS più utilizzati al mondo.
Oggi un e-commerce efficace non comunica solo con testi e immagini statiche. Sempre più spesso, il racconto passa anche attraverso contenuti video autentici, capaci di avvicinare le persone al brand.
E-commerce B2C e B2B: stessa parola, mondi diversi
Uno degli errori più comuni è pensare che tutti gli e-commerce funzionino allo stesso modo.
In realtà, B2C e B2B sono due universi distinti.
Il B2C (Business to Consumer) è il modello più diffuso: vendita diretta al consumatore finale.
In questo genere di e-commerce, le decisioni sono spesso emotive, i tempi di acquisto più rapidi (un secondo di confusione può significare un carrello abbandonato), prezzi visibili, checkout semplice e UX, design e storytelling fondamentali.
Nel B2B (Business to Business), la logica cambia completamente.
Vendi ad aziende e non a individui (la comunicazione e presentazione del prodotto cambia drasticamente), le decisioni sono più razionali (compro ciò che mi è utile, non ciò che mi piace), i processi sono più lunghi (perché ogni impresa deve valutare costi, rischi, vantaggi, investimenti) e spesso ci sono listini personalizzati, login riservati, preventivi e integrazioni con ERP e CRM.
Spesso il B2B ha costi maggiori perché è più strutturato, integrato in altri sistemi e logiche complesse e un errore può bloccare un intero flusso aziendale (mentre nel B2C il danno è decisamente più limitato).
Quanto costa sviluppare un e-commerce nel 2026
Rispondere a questa domanda è un po’ come chiedere “quanto costa una casa?”. Dipende da dimensione, materiali, rifiniture e dove la costruisci.
Come per una casa, anche un e-commerce ha bisogno di fondamenta solide: server, dominio, prestazioni e sicurezza. Ho spiegato bene questi aspetti parlando di hosting e dominio in un articolo dedicato e aggiornato (spoiler: Hostinger e Siteground rimangono i migliori sul mercato).
1. E-commerce con CMS (WordPress + Woocommerce, Prestashop, Shopify)
Gamma di prezzo indicativa: ~500€ – 5.000€+
- WordPress + WooCommerce: economico, flessibile, infinito in estensioni. Ottimo per artigiani, freelance, PMI. Costi bassi se fai molto da solo; più alti se aggiungi personalizzazioni, SEO, sicurezza.
- Prestashop: pensato per e-commerce strutturati ma richiede più competenze tecniche rispetto a WordPress.
- Shopify: soluzione “chiavi in mano” facile da usare, canone mensile + costi di tema/app; meno personalizzabile ma molto veloce da attivare.
Perché è più economico?
Perché sfrutta strutture già pronte: temi, plugin, integrazioni. Non si parte da zero, si adatta ciò che già esiste.
2. E-commerce sviluppato in codice (custom)
Gamma di prezzo indicativa: ~5.000€ – 50.000€+
Qui si parla di sviluppo da zero o semi-su misura. Le pagine, le logiche di gestione prodotti e ogni workflow sono pensati e costruiti per te.
- gestione avanzata di magazzino;
- integrazioni con ERP/CRM;
- automazioni personalizzate;
- architetture scalabili.
Quando conviene?
Quando il tuo business ha esigenze molto specifiche che i CMS non possono soddisfare con plugin o moduli: dalle regole di prezzo complesse all’integrazione con software ERP/legacy.
3. Servizi esterni “chiavi in mano”
Gamma di prezzo indicativa: ~1.000€ – 10.000€+
Ci sono realtà aziendali che offrono servizi completi di e-commerce: raccolta contenuti, setup, design, pubblicazione, formazione. Non è un CMS puro, non è uno sviluppo fully custom — è una soluzione di servizio:
- rapida attivazione;
- meno competenze tecniche richieste;
- supporto, manutenzione, formazione inclusi.
Un po’ come ordinare una casa già arredata.
Quando si parla di e-commerce (che richiede un investimento di tempo e denaro sostanziali), è facile imbattersi in preventivi poco chiari o promesse irrealistiche. Saper riconoscere certe dinamiche e ricevere una consulenza gratuita è fondamentale per evitare scelte sbagliate.
Perché alcuni e-commerce costano di più
Ci possono essere moltissimi fattori (dalla complessità del progetto, all’esperienza del programmatore, alla posizione geografica in cui ti trovi e nella quale vuoi operare):
- Funzionalità richieste (filtri, personalizzazioni avanzate);
- Integrazioni con gestionali o sistemi terzi;
- Design personalizzato vs temi pre-fatti;
- Performance, sicurezza, compliance legale;
- SEO, UX e strategie di marketing integrate.
Un e-commerce non è un semplice catalogo o codice asettico: è l’ecosistema della tua brand experience (immagine, coerenza e riconoscibilità), quindi riflettere sul valore reale aiuta a definire budget e obiettivi. Il costo di una piattaforma è spesso legato anche al lavoro sull’identità visiva e sul brand, non solo allo sviluppo tecnico.
Quale strada scegliere?
Se stai entrando nel mondo dell’e-commerce per la prima volta, un CMS ben configurato è spesso il miglior equilibrio tra costi e benefici.
Se hai bisogno di automazioni su misura, integrazioni complesse o regole di business uniche, uno sviluppo custom è l’investimento più solido.
Se invece vuoi attivare rapidamente una presenza digitale senza pensieri tecnici, la strada dei servizi esterni chiavi in mano può essere quella più adatta.
Il mio consiglio è di testare sempre prima l’idea (chiedi a conoscenti e parenti se comprerebbero quel tipo di prodotto o servizio a quel determinato prezzo, fai un sondaggio sui social, chiedi alla community del settore nel quale vuoi vendere) e poi costruire un ecosistema di vendita online.
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